2019: l’anno dei ritorni e del lavoro è possibile?

Vacanze di Natale e un’orda di amici che torna giù, da su.

E’ normale chiedersi dove siano finiti tutti, per il resto dell’anno. In estate per un paio di settimane ci si rivede per un drink in riva al mare, qualche tuffo, e ci si saluta nuovamente, subito dopo Ferragosto. Il 50% dei miei amici di una vita lavora fuori. Fuori dalla Sicilia, fuori dall’Italia. Fuori.

Il 2018, che sta per cedere il passo al nuovo anno, mi lascia intanto quel senso di indecisione sul mio presente e, inevitabilmente, sul mio futuro. Diventare madre mi ha aperto ad una naturale responsabilità: non chiedermi più soltanto cosa io voglia fare da grande, ma quali prospettive di vita sto costruendo per quando mio figlio sarà grande. Ci si pensa, in automatico.

In questo dedalo di domande, gente che lascia questo benedetto anfratto di isola, però ho la sensazione che tutto andrà bene, se resto fedele al mio bisogno di raccontare storie. Per questo chetiracconto.it rappresenta un punto di partenza essenziale, per la nostra produttività. La mia, quella del team di chetiracconto.it, e di tutte le persone che abbiamo raccontato nel nostro blog. Lo storytelling ci ha permesso di entrare dentro la vita vera delle aziende, gli sforzi e i sacrifici di chi – come noi un po’ matto – ha deciso di investire tutte le proprie energie nel luogo in cui è nato e cresciuto, generando benessere per la collettività.

Quando dicono che il lavoro manca in Sicilia è vero. E fa paura.
Se, però, vi raccontassimo solo questo toglieremmo luce a chi a chi il lavoro lo fa, mettendosi in gioco e aprendo le porte di casa propria alla clientela, con pazienza e amore. Quindi chetiracconto.it ci serve per dare spazio alle attività fondate sull’eccellenza e l’impegno, ma anche per mettere in rilievo le criticità di un posto che costringe metà della sua popolazione a lasciarlo, con tutte le criticità che questo comporta.

 

A tutti i precari del lavoro, a tutti gli imprenditori lasciati soli, a chi deve rinunciare, a chi il coraggio non basta, a chi pensa in grande ma è costretto ad agire in piccolo, a chi non può vedere quotidianamente il tempo che passa sul viso dei propri genitori, va il nostro augurio di una buona vita e un’ondata di novità positive nel 2019. A chi resta invece, diciamo grazie e chiediamo uno sforzo in più per resistere, crescere e – magari – permettere di tornare a chi è partito per cercare lavoro altrove.
Il nostro network è fatto di storie di lavoro ma, principalmente, di persone coraggiose. E il coraggio è anche di chi mette una vita in valigia, e va.

Buon anno nuovo da tutti noi, che sia fatto di ritorni.

Valentina Oliveri

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