Andrea Furnari: architetto dell’hairstyle e della sua vita.

Entro, poso il cappotto e mi siedo al lavatesta. Da lui non si aspetta. Mi chiedono subito se gradisco un caffè, qualcosa da mangiare, un bicchiere d’acqua. Un caffè va benissimo, grazie. Arriva in vetro, con la crema, servito su un vassoio di legno chiaro. Enrico mi fa reclinare la testa, su una poltrona di pelle nera, la radio suona Etta James e dal giardino arriva odore d’erba. Un massaggio sulla cute, l’acqua calda che scorre sulla testa e la caffeina comincia a fare il suo lavoro, senza interrompere il flusso di magico relax.

E’ così che si sta da Andrea Furnari: l’artista del capello (così mi piace chiamarlo, sin dal primo giorno). Figlio d’arte: papà e mamma aprono un salone di parrucchieri nei primi anni Sessanta, nel centro economico e sociale di Agrigento: via Atenea. Andrea cresce dunque tra le donne, tra caschi e bigodini, osservando il padre che fa magie con le forbici, creando dei look alla moda e sempre più gettonati. Sono i Furnari e i loro clienti li amano. E’ un momento florido, di ripresa, felice per la Città dei Templi e per il resto dell’Italia: gli Agrigentini cominciano ad acquistare le case al mare, a San Leone, dove trascorrere i mesi estivi: è per questo che il signor Furnari decide di sdoppiarsi, coinvolgendo Andrea e tutta la famiglia nell’apertura di un nuovo salone, nella zona balneare dei Templi, nello stesso posto in cui oggi è sito il celebre Andrea Furnari Salon Cheveux. Icona dello style. Non amava tagli e pettini, e il fatto che i genitori volessero formarlo nell’attività di famiglia, quasi lo annoiava: tutti i suoi coetanei andavano al mare, uscivano a divertirsi con le ragazze e invece lui doveva star chiuso tra le pareti affollate del salone di papà, col brusio costante del phon in sottofondo e le tante chiacchiere degli Agrigentini. Parte per il militare e, paradossalmente, la cosa che lo aiuta maggiormente a superare quei giorni faticosi, sono proprio le forbici: comincia a realizzare per i compagni, i superiori e le loro mogli, i tagli che papà gli ha insegnato, raggranellando la cifra che gli permetterà di acquistare la sua prima Fiat Coupè, al ritorno dalla naia.

Allora funziona, potrebbe essere la mia professione. Però voglio farla alla maniera mia, una maniera nuova.

E questa maniera include, nei suoi intenti, un approccio nuovo col cliente, un servizio che non comprenda solo la messa in piega o la spuntatina, ma tutta una serie di coccole che lo facciano sentire come a casa. Che non lo facciano sentire un estraneo, ma uno di famiglia. Così, come vi ho detto in apertura, è che mi sento da Andrea Furnari: tempi di attesa quasi nulli, grazie ad uno staff nutrito ed efficiente, morbide poltrone di pelle in cui affondare e leggere un bel libro (direttamente dalla piccola biblioteca presente nel salone), una selezione di riviste di arte, moda e design (niente gossip, niente trash) e una musica dolce in diffusione, solo playlist di qualità che l’eclettico Furnari ogni mattina si premura di scegliere e impostare per la giornata.

Un giardino curatissimo, dotato di poltrone, specchi e zone di relax estremo. Ma cos’è questo Salon Cheveux, dunque? E’ un po’ di tutto, è un luogo di bellezza, intesa anche come amore del bello, degli spazi e di attenzione per il senso civico e il rispetto degli spazi pubblici. Rispetto che si è esplicato  nell’adozione dell’aiuola posta al centro di San Leone, all’inizio del Viale dei Pini, divenuta celebre per la bicicletta collocata al suo interno, simbolo di una delle passioni di Furnari. Per Andrea è del tutto consueto allestire un piccolo angolo food in cui i clienti possano pranzare con dei finger, o preparare – soprattutto in estate – delle acque rinfrescanti alla menta e allo zenzero, con un servizio di bicchieri di vetro affinché si servano da soli. La plastica non esiste: tutto è design da lui. Ma cos’è davvero l‘hairstyling per Furnari? E’ l’espressione di un’attitudine innata verso la ricerca di nuove forme, soluzioni e colore ma è soprattutto qualità. Corsi su corsi, workshop e un costante aggiornamento caratterizzano la formazione di Andrea, che sembra non voler finire mai, nonostante i livelli della sua tecnica siano ormai parecchio elevati e consolidati. Il brand che meglio sposa la sua filosofia di amore per la natura è Davines, con una linea di prodotti super naturali per i capelli; green perfino nel packaging, creato con carta riciclata. E poi c’è il servizio offerto nella sua sala: Andrea rompe gli schemi del classico salone di parrucchieria, e lo fa portando il concetto di benessere all’estremo. I suoi clienti possono perfino acquistare dei capi vintage e fare la manicure, tra una chiacchiera e l’altra. Si parla di tutto da lui: politica, società, musica e cultura, senza mai sentirsi appesantiti: ecco, si vive un’atmosfera di interessante leggerezza. Il futuro di Andrea, adesso, si riflette nel nipote Enrico: giovane promessa dell’estetica agrigentina. Poliedrico come lo zio, Enrico si destreggia alla grande tra acconciature e sessioni di musica live. Un bel difetto di famiglia, che nasce nelle mani e nella mente del nonno e arriva fino ad Enrico, passando attraverso la personalità di Andrea, che ha rivoluzionato il modo di essere parrucchiere ad Agrigento e provincia. Un’esperienza più che una piega. Me ne vado con questa convinzione, insieme a quella che mai, da nessun’altra parte, ero uscita con un taglio così bello, su misura per me. E che buono che era, quel caffè. Qui una clip girata nel salone, mentre tutte gli scatti che abbiamo realizzato sono visibili nella nostra bacheca Pinterest dedicata ad Andrea Furnari.

Valentina Oliveri

1 Commento
  1. Molto elegante e raffinato. Sono stata cliente del papà in via Atenea.
    Da Andrea ho trovato il connubio ideale tra tradizione e innovazione.

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