Dalla Terra di Mezzo a Grande Inverno: grandi ospiti animano l’AkraComics

Immaginate di chiudere gli occhi e di ritrovarvi catapultati nei vostri mondi di fantasia preferiti, tratti dagli universi letterari e cinematografici a cui siete più affezionati e che vi appassionano maggiormente. E quando gli occhi si chiudono ed è tutto buio, gli altri sensi si amplificano, la fantasia galoppa e i flash si susseguono nella mente. È un po’ il desiderio di tutti: essere protagonisti degli eventi narrati in un libro, un film, un videogioco o una serie TV che ci hanno trascinati ed emozionati, colpiti o turbati, viverli al fianco dei personaggi che animano la scena, sentire le loro voci così nitidamente da sembrare reali. Prima sei sul Monte Fato a distruggere l’Unico Anello e riportare la pace nella Terra di Mezzo, un attimo dopo voli a Hogwarts per delle lezioni di magia e un match di Quidditch a cavallo di una scopa, per poi ritrovarti a Grande Inverno a pianificare come sconfiggere la più grande minaccia che i Sette Regni abbiano mai visto, gli Estranei.

È un po’ questa la sensazione che molti fan hanno provato durante la due giorni dell’AkraComics&Games di Agrigento, evento dedicato alla cultura pop in generale e giunto alla quinta edizione, quando si sono ritrovati faccia a faccia con i grandi ospiti presenti: Davide Perino, voce italiana, tra gli altri, di Elijah Wood, l’amato Frodo Baggins de “Il Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit”, ma anche del premio Oscar Eddie Redmayne, Stephen Hawking ne “La teoria del tutto” e Newt Scamander in “Animali Fantastici”; Alessio Puccio, doppiatore di Daniel Radcliffe nei film dedicati al maghetto Harry Potter e, anni fa, di Jake Lloyd, un giovanissimo Anakin Skywalker in “Star Wars Episodio 1, la minaccia fantasma”; Giammarco Buccellato, sosia italiano dell’attore Kit Harington, l’acclamato Jon Snow nella serie “Il Trono di Spade”.

Dalla Contea a Hogwarts: l’arte del doppiare di Perino e Puccio

Tutte le cose migliori nascono per provare, per caso, per gioco. E per gioco sono iniziate le storie Davide Perino e Alessio Puccio, molto simili sotto certi aspetti ed entrambe di successo. Avviati alla carriera di doppiatori da familiari già inseriti nella professione, hanno successivamente iniziato il loro percorso sino ad interpretare e seguire attori sempre più importanti. “Ci riteniamo molto fortunati – dicono i due ospiti – Facciamo un lavoro meraviglioso, ma parecchio impegnativo. Fare doppiaggio significa arrivare, tramite tanto studio, ad essere dei veri e propri attori e poi andare oltre, raggiungendo una sorta di specializzazione e padroneggiare certi tecnicismi che permettono di adattarsi agli stili di recitazione di altre persone. Fondamentali, soprattutto al giorno d’oggi dove è tutto più veloce e spesso non si ha neanche il tempo di imparare, sono preparazione tecnica e artistica molto solide e l’essere sempre pronti a interpretare ruoli e richieste diverse”.

Applicazione, capacità di interpretazione, eclettismo, empatia sono solo alcune delle qualità necessarie per intraprendere la strada dei due interpreti che, tra una battuta e una risposta impegnata, si lasciano scappare anche qualche interessante aneddoto sulla loro carriera: “Sono molto affezionato alla saga de “Il Signore degli Anelli” – confessa Davide Perino – Lavorarci mi ha insegnato svariate cose e ne sono diventato grande fan, leggendo anche i libri di pari passo con la produzione dei film. Non sono, invece, un appassionato del mondo di Harry Potter, ma il personaggio di Newt Scamander e, in generale, la storia e l’ambientazione di “Animali Fantastici” li ho trovati più nelle mie corde. Sono anche legato ad alcuni ruoli drammatici che ho interpretato, come ne “La teoria del tutto” e in “Mysterious Skin”, un film molto intenso e dai temi forti con protagonista un ragazzo oggetto di molestie”.

Quando ho iniziato a lavorare ai film di Harry Potter – continua Alessio Puccio – ero molto piccolo e non li ho apprezzati appieno, mentre adesso li sto riscoprendo anche grazie a mio figlio che li guarda e legge a ripetizione. Essendo patito di “Star Wars”, invece, ho un bellissimo ricordo de “La minaccia fantasma””.

“You know nothing Jon Snow…”

… e invece sembra sapere il fatto suo Giammarco Buccellato, che nei panni del Re del Nord si è aggirato per la fiera annunciando a più riprese l’arrivo del tanto temuto Inverno. Mantello dei Guardiani della notte, spada al seguito ed espressione corrucciata: il sosia italiano di Kit Harington e giudice ufficiale della gara cosplay tenuta durante manifestazione sfrutta al massimo la strabiliante somiglianza con l’attore e si cala con grande capacità di immedesimazione nei panni di uno dei protagonisti più iconici de “Il Trono di Spade”.

Palermitano, prossimo alla laurea all’Accademia di Belle Arti, dove studia pittura, Giammarco deve l’inizio della sua storia all’incontro, a Venezia, proprio con Kit Harington: “E’ stato un episodio inaspettato e divertente. Io non sapevo chi fosse e non conoscevo i suoi lavori, lui è venuto da me dicendomi “Ehy bro, who are you?” e facendomi notare la somiglianza fra di noi. Da lì ho deciso di gettarmi in questa impersonificazione del personaggio, studiandone e replicando sia l’estetica che le movenze e interessandomi anche alla sua storia e all’evoluzione che ha avuto durante la serie. Tuttavia, non è il mio vip o personaggio preferito in assoluto: adoro particolarmente Johnny Depp, grandissimo trasformista, e mi è piaciuto molto anche Travis Fimmel nelle vesti di Ragnar Lothbrok in Vikings”.

Appassionato di serie tv e cinema e con il sogno, un giorno, di diventare un attore professionista: “Vorrei affermarmi in questo campo, con il mio nome e la mia identità. Per me impersonificare Jon Snow è un valido esercizio di interpretazione, significa entrare totalmente dentro al personaggio, dal punto di vista fisico e della personalità. Qui sta la differenza col semplice cosplay. Un consiglio? Fare nel migliore dei modi anche le piccole cose e credere sempre in se stessi e nelle proprie potenzialità, doti essenziali nella vita”.

Selfie, autografi, siparietti divertenti con bacchette magiche in mano, brividi lungo la schiena per qualche ipotetico dialogo improvvisato sul palco, tanta curiosità e ilarità, anche qualche lacrima scappata per l’emozione: non è mancato davvero nulla attorno ai protagonisti dell’AkraComics&Games, che si sono totalmente immersi animando il tutto con grande disponibilità e simpatia. Mondi diversi interpretati allo stesso modo, con passione e dedizione. Storie di eccellenza, scandite da momenti chiave che le hanno fatte nascere o direzionate in positivo. Racconti e attimi che hanno sicuramente lasciato qualcosa di bello nelle menti e nei cuori dei tanti fan presenti.

Fabio Mangione

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