Mariuccia La Manna: violenza e amore nel suo romanzo Solo una vita.

Mariuccia La Manna è una giovane scrittrice di Racalmuto, e l’ho conosciuta fra i banchi di scuola: il Liceo Classico Empedocle.

Non ci vedevamo da tempo, quando – un po’ di anni fa – un amico comune ci ha messo in contatto per la presentazione favarese del suo libro d’esordio Solo una vita (ed. Bonfirraro)la storia è quella di Marta, una giovane donna che s’innamora di un uomo possessivo e violento, Paolo, dal passato sofferto, che riversa con dosi abbondanti di amore malato nel rapporto con la sua compagna. Distruggendole, di fatto, la vita. La passione di Mariuccia per la scrittura è innata, come ci racconta:

Scrivere è un po’ come spogliarsi, mettersi a nudo, senza remore né filtri.

Ho cominciato a farlo in tenera età, tra i banchi di scuola, quando ancora così acerba e puerile mi destreggiavo con la mia penna a riempire pagine intere del mio diario segreto; ma cosa ne potevo sapere io, di quanto scrivere mi avrebbe aiutato così tanto, negli anni, nel tempo a pulirmi dentro, a purificarmi di tutto lo sporco che mi sentivo nelle viscere, sul cuore?

Scrivere mi ha aiutato a non perdermi, a rinascere, a riprendere in mano la mia vita e vivere, non “Solo una vita” ma tante vite quante le volte che nel mio cammino ero caduta e mi ero prepotentemente e tenacemente rialzata.»

Il libro di Mariuccia si fa portatore di tante verità, sulle donne e sugli uomini, sul loro modo di relazionarsi sano e sta facendo, con l’autrice e la casa editrice Bonfirraro, un tour italiano di tutto rispetto, e pieno di entusiasmo. Per Mariuccia, che è una donna forte ma intimamente sensibile, però non è stato semplice avviare il processo di riscoperta interiore che l’ha condotta alla stesura di Solo una vita, in cui il tema della violenza sulle donne è trattato con grande tatto.

«Nell’estate 2015 ho iniziato il mio viaggio. Ho riempito ben 4 taccuini, che gelosamente conservo e custodisco, ho messo nero su bianco tutto le emozioni che avevo incastrate dentro, da tempo, tra la pancia, il cuore e la mente, e dopo un lungo scrutarmi dentro per trovare le parole giuste, nel novembre 2016 è venuta alla luce la mia creatura Solo una vita, il mio romanzo d’esordio.»

E’ tenace ed autonoma, per questo, con la sua storia, porta in giro per le scuole e i festival letterari di tutta Italia, un coraggio che a tratti le invidio: è inarrestabile.

 

E quando l’ascolto, la sua voce la sento anche un po’ mia. Come se godesse di una certa universalità femminile.

Da un punto di vista stilistico, il testo è lineare, con un lessico semplice e diretto. I periodi brevi e ben strutturati garantiscono la chiara comunicazione di un contenuto forte. Credo che proprio questo contrasto positivo tra linguaggio semplice e vicenda complessa, abbia permesso l’assimilazione di concetti e sentimenti che altrimenti sarebbero risultati pesanti nella prosa.
Parlare di violenza in questi termini favorisce la natura del libro come mezzo d’informazione diffusa e, conseguentemente, di una maggiore trattazione dell’argomento su più target. La storia è incredibilmente attuale e, proprio in questi giorni, diversi fatti di cronaca si sono sovrapposti ai miei pensieri durante la lettura di “Solo una vita”, una storia che non fa sconti. Come ho detto all’autrice Mariuccia La Manna, il tratto che ho apprezzato maggiormente è la verità di questa vicenda: Marta muore mille volte e mille volte è capace di rinascere, ripartire con grandi energie, facendo di ogni dolore una lezione.
Se questo libro avesse avuto un happy ending stucchevole, sarebbe stato meno corretto, meno reale. E invece è sincero: la vita sa accanirsi sulla vita, e le donne – in una visione scarica di ogni sessismo, che non ammetto – hanno un’obiettiva capacità di reinventarsi un numero illimitato di volte, per loro stessa natura. Il libro veicola un messaggio di speranza, con un premio finale e inaspettato, gemma di felicità piena, rimasto a testimonianza di una valanga di dolore.
Mariuccia La Manna si fa leggere in breve tempo, rispettando un ordine temporale che pur viaggiando in avanti e indietro, resta fedele e facilmente percorribile. La storia di Marta si muove su uno sfondo d’amore e odio, di morte e vita, di sogni e dolore: è lo specchio diretto di ognuno di noi, con le sue piccole e grandi miserie.
Chiunque potrebbe essere Marta, non tutti potrebbero essere Paolo. Seguendo questa linea, il messaggio è selettivo, di ricerca reale e di attesa di un amore sano, di un amore maggiore per se stesse, di una consapevolezza più forte del proprio corpo e del corpo dell’uomo, e del concetto di rispetto della persona e dell’esistenza stessa. La vittima resta vittima anche quando difende il suo carnefice, per questo va aiutata e protetta, non obbligata a distruggere il suo aguzzino.
Solo una vita è un romanzo con una funzione precisa, un lavoro volto alla diffusione di un messaggio forte e positivo di speranza pur trattando un tema, quello della violenza sulle donne, assai delicato, e per questo – a parer mio – è una vittoria, un trionfo d’amore, doloroso ma anche dolce. Come l’essenza della vita stessa.
E’ possibile acquistarlo on-line cliccando qui.
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