Monica Brancato: medico e blogger innamorata dei libri.

Una lunga chiacchierata con una delle personalità più eclettiche e spumeggianti di Agrigento, Monica Brancato: giovane medico, blogger, divoratrice di libri e cittadina propositiva. Oggi si destreggia tra i turni in Guardia Medica e decine di attività collaterali, che riguardano la cultura e il mondo delle parole. Le ho chiesto di raccontarmi un po’ di lei, di com’è nato tutto, in primis: la passione per la Medicina.

«Credo che il sacro fuoco della medicina sia con me da sempre: potevo avere 8 anni (circa) quando mi regalarono il mio primo kit giocattolo da medico, c’erano degli occhialini, una siringa, un fonendoscopio e un termometro. Sottoponevo mio nonno a delle lunghissime visite, cosa non si fa per amore. Ho divorato centinaia di puntate di E.R., Grey’s Anatomy e dottor House,

per questo ho deciso di diventare medico: perché insomma, la quantità di manzi che circola in corsia è spropositata.

Scherzi a parte, ho sempre voluto fare un lavoro che fosse “socialmente utile”, che fosse una missione quindi o il medico o l’insegnante, due vocazioni diverse ma entrambi i ruoli votati agli altri.

Quando provai i test per l’ammissione alla facoltà di Medicina e Chirurgia, ricordo nitidamente come se fosse ieri che dissi a mia mamma “se non li supero, mi iscrivo a Lettere”. Si  laurea orgogliosamente a Palermo, in Medicina e Chirurgia, ed inizia a lavorare nelle guardie mediche della provincia, facendo un mestiere che ama profondamente e provando, per quanto le è possibile, a destreggiarsi tra le richieste dei pazienti, una burocrazia che sta facendo morire la professione del medico territoriale, e la totale inadeguatezza delle misure di sicurezza e di strumenti per lavorare. Tutto ovviamente legato al depauperamento delle risorse destinate al settore sanitario e alla formazione dei giovani professionisti.

Un medico e blogger: dove finisce il primo e dove inizia invece la ragazza romantica, con la testa tra le nuvole e il naso fra i libri, che tutti conosciamo? Il confine è molto sottile, e non raro vederla passare dallo stetoscopio alle pagine di un libro, sempre presente nelle sue borse enormi, tra foglietti svolazzanti e appunti presi qua e là.

Sono un medico e sono una sognatrice,

ho imparato a sognare grazie ai libri, a casa mia leggono tutti da sempre. I primi libri li ho rubati alla libreria dei miei nonni. Mia mamma mi ha sempre comprato libri, quando ero piccina quei volumetti con poche pagine con cui interagire, fatti di tanti materiali e colori diversi, solo dopo arrivarono le fiabe dei fratelli Grimm, Andersen e Collodi.

Il primo libro di cui ho memoria non l’ho letto da sola, ma insieme a mia sorella e a mia mamma, che ogni sera ci leggeva qualche paginetta di “Cuore di Ciccia” di Susanna Tamaro, un libro che ricordo con tanta tenerezza, i cui personaggi mi hanno insegnato che la diversità è ricchezza. Il primo libro che ho scelto di leggere da sola è un grande classico “Piccole Donne” di L.M.Alcott, la storia la conosciamo tutti, da allora non mi sono più fermata ho letto tantissimi libri, vissuto un sacco di vite, di avventure, risolto una quantità di gialli che nemmeno il migliore dei commissari vigatesi, e mi sono commossa un sacco di volte.»

Oltre alla passione viscerale per la lettura, che anche grazie ai suoi lungimiranti professori del liceo ha coltivato ed incentivato, c’è quella per la scrittura, scoperta da “grande”. Qualcuno le fa notare questa propensione: così nasce il suo blog Mnemonicamente, raccolta di riflessioni e tumulti emotivi di una giovane donna sicula.

Uno dei miei racconti “Piedi Nudi” è stato pubblicato nell’antologia “Racconti Siciliani” edito da Historica Edizioni, per me motivo di orgoglio, perché e selezionato tra decine di migliaia di racconti arrivati alla casa editrice.

I libri quindi sono in qualche modo il leit motiv della sua vita oggi più che mai, visto che da un paio di mesi, fa la Michela Murgia de noarti – per sua stessa definizione – e suggerisce qualche bel libro da leggere, in qualche domenica loffia o prima di coricarsi, o davanti al mare in un momento da dedicare a noi stessi.

Lo fa davanti alle telecamere della testata on-line di in3minuti.it:  in un video di poco meno di tre minuti racconta di qualche libro che l’ha colpita, “pescando anche nei pochi autori decenti di casa nostra”. Da pochissimo parla di libri anche in radio, insieme al team di Radio Vela capitanato da Riccardo Gaz:

un momento in cui spero che passi il messaggio che non esistono libri “pesanti”, che leggere allunga la vita e che la cultura rende liberi.

Un amore, quello per Agrigento, che pervade quindi ogni attitudine di Monica Brancato, e si coniuga perfettamente con la sua passione per i social e le varie community web.

Agrigento, la mia croce e la mia delizia, è la protagonista della mia rubrica sulla pagina Instagramer Agrigento #NonSoloTempli che prova a raccontare la mia città,

tutto ciò che c’è oltre la meravigliosa Valle dei Templi con qualche scatto amatoriale (mio) e delle brevi didascalie di accompagnamento che rievocano un ricordo, raccontano una leggenda, una storia o un aneddoto legato al posto che immortalo nello scatto. Una sorta di pro loco on-line a costo zero. Ho successivamente collaborato sporadicamente col blog della community “I trentenni”, e con il periodico web di casa nostra AgrigentoSette.»

Vi invito a seguire Monica su Facebook e Instagram, per restare sempre aggiornati sulle mille cose che fa, tutte bene, e con la stessa dose di amore. Perché, per lei, il benessere del corpo passa attraverso il benessere della mente: bisogna nutrirla bene per vivere in salute. Chi meglio di un medico libraio può saperlo?   Valentina Oliveri

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