Mediterraneo Restaurant: la cultura dei sapori come storia di famiglia

Una scala che conduce alla spiaggia, profumo di pesce alla griglia, il crepitio del forno a legna, in una giornata di sole. E’ fine maggio, arriva gente e piatti fumanti al tavolo, qualcuno ordina il dessert. Sono circa le tre del pomeriggio e non c’è fretta: ci sono le onde e un caldo tiepido, bagnato da qualche calice di vino e un amaro di fine pasto. Questo è Mediterrano Seaview Restaurant. Così, dove prima c’era un chiosco estivo, adesso sorge un ristorante di qualità, che è anche pizzeria, con stabilimento balneare annesso.

Me lo racconta Giuseppe Butera, il titolare, che cinque anni fa ha visto del potenziale in un pub in riva al mare, sulla costa di Porto Empedocle, vicinissimo alla Scala dei Turchi. Ciò che era un’idea, una proiezione, dal 28 giugno 2013 – data d’inaugurazione di Mediterraneo Restaurant – è realtà.

Frequentavo questo posto con gli amici, lo trovavo carino e ben posizionato. Fino a quando nel 2013 ho avuto l’opportunità, insieme alla mia famiglia, di diventarne il proprietario e farlo diventare un ristorante.

Giuseppe, che è figlio di una lunga tradizione di ristoratori, ha 27 anni e, affiancato dal fratello Dario, 25 anni, e dai loro genitori, si occupa di ogni aspetto del ristorante: il menu sempre studiato in perfetta armonia con lo chef Giovanni di Filippo, l’organizzazione della sala e del personale, la cura della cantina (sua prerogativa speciale, essendo lui stesso un Sommelier AIS), e – in estate – dello stabilimento balneare collegato al ristorante. La spiaggia è ampia e tranquilla e, in alta stagione, molto ben frequentata: la famiglia Butera può anche avvalersi della collaborazione di circa 25 persone, tra ristorazione e servizi erogati ai bagnanti. Una tenacia esemplare che, da qualche mese, trova doppia espressione nel Vigata Restaurant: attività che hanno scelto di rilevare e raccontare con nuovi sapori, situata proprio al centro di Porto Empedocle, in via Roma, cuore pulsante della città. Il primo passo attuato dai nuovi proprietari del Mediterraneo, cinque anni fa, è stato un restyling sostanziale della location e dei suoi spazi, cui si unisce un ampliamento del target e della proposta al pubblico: non più un posto dove bere qualcosa dopo cena a pochi metri dalla battigia, ma una tavola gourmet che serve la migliore selezione di pescato locale – inizialmente proposto in chiave classica, oggi più innovativa ma sempre rispettosa del posto sacro in cui si erge, il mare – e che non lascia niente all’improvvisazione.

Tutto è curato nel dettaglio, e la veranda esterna non è altro che un romantico prolungamento degli spazi interni, eleganti e con frequenti richiami al mondo dell’enologia, dai quali traspare la passione per il vino, di Giuseppe e di tutta la famiglia. Una sfida continua che ha come fulcro la qualità e l’identità gastronomica e culturale di Mediterraneo, in una curiosa omonimia col mare che lo bagna e lo dondola al tramonto, regalando al cliente un’esperienza eccitante per il palato, quanto per i sensi. E’ una storia fatta d’amore e determinazione, che richiede professionalità e tempo: la preparazione del cibo parla una lingua fatta di combinazioni di sapore antiche e moderne, ma anche di sacrificio e scelte. Come quella, ad esempio, di dare spazio a qualsiasi genere di banchetto, senza mai perdere il profilo del gusto che ne caratterizza la cucina. La firma dei Butera è chiara e leggibile nella selezione della materia prima e dello staff, attento e preparato, e sempre in diretta cooperazione con il titolare, che non è solo imprenditore, ma anche connoisseur delle gioie del palato. Il piatto forte? Tagliatelle nere con gambero rosso, strisce di calamaro, pomodoro Pachino e cozze con spuma di prezzemolo. La carta dei vini vince in completezza: la proposta è variegata ma accessibile, chiara negli abbinamenti e semplificata ulteriormente dalla presenza del Sommelier in casa: chi meglio di lui può consigliare il cliente, su abbinamenti, nuance e profumi? Un viaggio in lungo e in largo per l’Italia e per il Mondo, che non si arresta neppure nella scelta delle birre artigianali. La sensazione che provo è quella di aver trovato finalmente un posto che coniuga bellezza e sapienza in cucina, matrimonio che raramente ho trovato felice. Resto a cena e il personale di sala ha una cura affettuosa ma discreta in ogni fase del servizio: vi capita mai di sentirvi davvero coccolati, quando siete a cena fuori? L’odore della legna, ormai pronta ad accogliere la pizza, è inebriante. Vorrei tornare ogni giorno al Mediterraneo, godermi la veranda, la freschezza di un pranzo prepotentemente siculo e non guardare più gli orologi, ma solo la forchetta che gira nel piatto e raccoglie uno spaghetto saporito. E mediterraneo.

Valentina Oliveri

1 Commento
  1. Complimenti ed un caro saluto ai genitori giovanni e giovanna ..da maria guagenti ( ex commessa del negozio furioso).

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