Vanessa Castronovo e Nica Doll: una mamma con le mani incantate.

Da quando conosco Vanessa, l’ho sempre bonariamente invidiata per la sua innata capacità di creare con stoffe, ago e filo. L’ho conosciuta molto prima che diventasse mamma e moglie: eravamo colleghe di università e, per puro caso, io avevo iniziato a collaborare con la radio della facoltà. Lei si occupava della redazione.

Essendo una persona eclettica, ha sempre avuto propensioni artistiche, soprattutto in campo musicale. Cucina anche benissimo: ho assaggiato il primo pancake della mia vita, proprio grazie a lei, preparato nelle cucine di Farm Cultural Park, accompagnato da un ottimo tè caldo alla pesca.  Indimenticabile.

Vanessa Castronovo nasce e cresce a Favara, e dalla sua passione per il cucito e dalla sua creatività, nasce VaneMade: il suo brand di creazioni fatte a mano, per grandi e bambini. E’ sempre riuscita a realizzare accessori di abbigliamento e oggetti utili per la casa e il tempo libero, solo pensandoci: frutto di quell’intelligenza visionaria, che riesce a far comunicare alla perfezione la mente e la mano.

Da quando è diventata mamma, la creatività di Vanessa però si è naturalmente orientata verso le cose utili soprattutto per i genitori: cestini, pochette, portaoggetti di ogni forma e colore, ma soprattutto l’ultima arrivata in famiglia: la Nica Doll. Nica, che in siciliano vuol dire piccola, è una bambola interamente realizzata a mano, con vestitini adorabili e colorati cuciti su misura da Vanessa. Le ho chiesto da dov’è nata quest’idea.

«L’idea di creare le bambole Nica nasce, come quasi sempre in vita mia, grazie alla spinta degli amici. Nello specifico un giorno la mia amica Lucia mi ha mostrato la foto di una bambola di pezza chiedendomi “Riusciresti a farla?” Da quella semplice domanda è scattata una sorta di sfida con me stessa: “vediamo se riesco a farla”. Ho voluto però cimentarmi con un progetto mio, un disegno mio, testando varie forme e proporzioni, finché non ho raggiunto, a suon di prototipi, ad una bambola che fosse davvero e solo mia. Mio marito è stato il primo a credere in me e alle Nica, mi ha spinta a credere in quello che stavo facendo, mi ha aiutata a reperire materiali, mi ha spinta a migliorare tecniche e disegni, a riprovare, aiutandomi con i prototipi e aiutandomi a gestire il poco tempo che avevo a disposizione.

Dopo aver realizzato la prima bambola, ed aver appurato che sí, riuscivo a farle, le altre sono venute da sé, creandosi quasi da sole, ognuna con un proprio carattere e personalità. Non amo creare cose seriali, la produzione di massa la lascio alle fabbriche, ed inoltre ho scelto di creare bambole un po’ più adulte, che abbiano quasi una storia alle spalle. C’è la Nica rock, quella più sbarazzina, la Nica sofisticata e quella sobria.

Dietro ad ogni bambola c’è una ricerca, c’è lavoro manuale e c’è tanto spirito di sacrificio, di levatacce all’alba per poter cucire.

Sono infatti mamma di un piccolo terremoto di un anno e mezzo, mentre un’altra piccola è attesa per marzo. Devo peró sottolineare che Nica non è una bambola per bambini in senso stretto, quanto più una bambola concepita per la decorazione, perché gli adulti possano tornare bambini con essa. Ho altre idee che gravitano attorno al concetto Nica, ma devo anche decidere se cedere alla richiesta che mi stanno facendo in molti di realizzare delle bamboline voodoo.

La magia nera peró non c’entra, magari riesco a creare delle voodoo buone, capaci di aiutare la gente a perdonare e lasciarsi indietro persone e situazioni che creano sofferenza.

Magari anche da adulti giocare con le bambole può aiutare a crescere.

E perché no? Penso tra me e me, non ho ancora perso il fascino che le biondissime Barbie esercitano su di me, chissà come mai. Valentina Oliveri

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